Per osteonecrosi da bifosfonati, si intende quella condizione patologica in cui il tessuto osseo viene colpito (in questo caso il tessuto osseo delle arcate dentarie, ma non solo) da necrosi, cioè viene indirizzato verso una direzione di degrado organico a causa della azione dei bifosfonati, cioè dei farmaci che vengono dati ad un paziente allo scopo di inibire il riassorbimento osseo, in quanto vanno a contrastare l’attività che inizia ad essere visibilmente eccessiva da parte degli osteoclasti, cellule responsabili non della generazione, ma del riassorbimento osseo.
Il posizionamento di nuovo tessuto osseo è solitamente eseguito dagli osteoblasti.
Il riassorbimento invece viene eseguito dagli osteoclasti.
I bifosfonati sono farmaci che vengono utilizzati clinicamente per piu utilizzi, principalmente per combattere, osteoporosi, osteopenia, osteite deformante (malattia di Paget), ma anche in caso di azioni dannose di agenti tumorali come metastasi ossee, oppure anche mieloma multiplo.
Essi contengono una serie di principi attivi ed eccipienti che vengono somministrati e dosati in base al livello di osteoporosi scoperto al paziente al momento della diagnosi ed alle caratteristiche fisiche del paziente.
Fra questi troviamo:
- clodronato
- neridronato
- pamidronato
- zoledronato
- alendronato
- risedronato
- ibandronato
I primi 4 sono farmaci che vengono somministrati con siringa in endovena, hanno una azione che risulta essere piu prolungata nel tempo, quindi le assunzioni solitamente non sono molto ravvicinate fra loro, di solito non meno di una settimana l’una dall’altra, ma anche di piu, in quanto dipende dal tipo di farmaco e dalla concentrazione.
Gli ultimi 3 sono invece farmaci solitamente presenti in compresse, che hanno assunzioni quindi piu ravvicinate, solitamente giornaliere.
Fra gli effetti collaterali dei bifosfonati troviamo solitamente degli effetti che si localizzano a carico dell’apparato digerente, e si manifestano sotto forma di: diarrea, nausea, dolori addominali, ed a volta anche irritazione e/o erosione della mucosa dell’ esofago. Vi sono inoltre possibili casi di insufficienza renale, ed alterazioni elettrolitiche come lo sviluppo di ipocalcemia.
Effetti seppur possibili ma meno frequenti sono a carico del sistema visivo ed possono indurre: congiuntivite, uveite, sclerite, episclerite, fotofobia. Dolore oculare e anomalia della visione.
Dopo la loro assunzione, sia della tipologia per iniezione, meno per le compresse, si possono verificare stati febbrili o di simil-influenza nelle 24h successive alla somministrazione.
Infine questi farmaci sono controindicati in caso di gravidanza/allattamento, anomalie esofagee, ipocalcemia ed insufficienza renale.
Nel caso dei trattamenti orali, i quadri clinici presenti, possono essere vari. Ma prima di tutto si deve stabilire un minimo denominatore comune. E bene effettuare qualunque cura odontoiatrica invasiva (prevalentemente chirurgica), prima di iniziare ad assumere bifosfonati. Soprattutto in caso di mancanza di elementi dentari che richiederebbero il posizionamento di impainti per poter sostituire i denti mancanti, essi non sono piu fatitbili nel caso il paziente inizi a prendere questi tipi di farmaci. Anche le normali estrazioni dentari vanno solitamente evitate. Sono tuttavia possibili tutte quelle cure a carattere meno invasivo appartenenti ad altre branche (conservativa, endodonzia, protesi non chirurgica, igiene e prevenzione, parodontologia non chirurgica, ortodonzia da valutare).
Qualunque operazione di tipologia invasiva eseguita dopo l’inizio di assunzione di questi farmaci, espone il paziente a rischio di sovrainfezioni che potrebbe portare ad una osteomielite cronica supportata dalla flora orale perennemente presente, e che espone un quadro clinico piu proeccupante per la possibilità di trovare una via di uscita positiva.
A questo punto la componente ossea rimane esposta, e la stadiazione che il paziente riferisce può essere diversa e cosi suddivisa: senza dolore ma con segni di infezione, con colore ed infezione, infezione, dolore, infezione e comparsa anche di fistolizzazione.
Inoltre, una scadente igiene orale è un fattore di rischio comune all’osteonecrosi del mascellare in corso di osteoporosi e in corso di tumore.
Sperando di essere stato esaustivo nel spiegare generalmente l’osteonecrosi da farmaci e le cure dentali, se volete saperne di più potete prenotare una visita per avere una valutazione specialistica, telefonando allo +39 0331 25 35 06, scrivendoci sul form di contatto del sito web, oppure scrivendoci su uno dei nostri social se avete bisogno di maggiori informazioni. Non dimenticate di associarvi alla nostra pagina Facebook direttamente ad essa, chiedendoci l’amicizia, su Facebook appunto oppure anche su Instagram per rimanere sempre aggiornati su eventuali novità.
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Dr Mattia. B









